Che tu sia un amante dei prodotti Apple o meno, è innegabile il fascino che infonde la famosa mela. Attenzione però, la semplicità ed essenzialità del marchio non sono elementi casuali.


Ma partiamo dalla storia.

La compagnia nasce nel 1976 a Cupertino, in California. Il naming è stato scelto dal fondatore, Steve Jobs e ci sono tre ipotesi sul perché della scelta “Apple”: 1) la mela era il suo frutto preferito, 2) voleva omaggiare la casa discografica dei Beatles, Apple Records, 3) scelta piuttosto curiosa, Apple alfabeticamente si trovava prima di “Atari”, la società per cui Jobs lavorava prima di fondare la propria creatura.

Il primo logo fu disegnato da Ronald Wayne nel 1976. Era un disegno in bianco e nero di Newton con in mano un libro sotto un melo, intorno la scritta “Apple Computer.co” e una mela che sembri emani una luce dall’albero proprio sopra la testa del filosofo. Inutile dire che il risultato fu disastroso. Jobs lo scartò immediatamente in quanto l’infinità di dettagli rendeva impossibile l’applicazione del marchio sui computer. La mela da elemento essenziale quale doveva essere, diventava quasi invisibile. Steve Jobs era alla ricerca di qualcosa di più professionale.

 

Per il nuovo logo fu incaricato Rob Janoff, designer molto famoso negli anni‘70. Dopo l’incarico Janoff cercò tutte le diverse tipologie di mele al supermercato e dopo qualche settimana consegnò a Jobs la sua creazione: una mela di un solo colore con un morso laterale. La soluzione piacque molto ma il fondatore di Apple voleva dare vitalità al marchio e chiese l’aggiunta dei colori dell’arcobaleno. È da questa soluzione che inizia l’alone di mistero sul marchio Apple. Le ipotesi della scelta furono molte: c’è chi dice che Janoff scelse la mela con il morso in un onore ad Alan Turing, genio dell’informatica suicidatosi proprio per colpa del frutto che lui stesso aveva avvelenato col cianuro. C’è, invece, chi sostiene che i colori volessero rappresentare la comunità gay.

 

Col passare degli anni, le modifiche al pittogramma furono sostanziali solo nel 1990 quando Jobs tornò alle redini dell’azienda. Scomparvero i colori arcobaleno per una versione con colori nero, bianco e grigio, più professionale e più adattabile che però apparì solo nel 1998. Una versione acqua con l’uscita di Mac Os X che si utilizzò dal 2001 al 2003 e una versione glass, con il solo colore grigio, utilizzata dal 2003. Con l’avvento dei dispositivi mobili, si è preferita una versione meno materica e più minimal, utilizzando una soluzione monocromatica o nera o bianca o grigia.

Passiamo alla costruzione.

Perché sembra così perfetta e affascinante questa mela che ogni giorno accompagna la vita di molti creativi? La risposta è nella costruzione del marchio.

Diversi studi hanno dimostrato che il pittogramma rimanda alla proporzione aurea. Non spaventatevi, il concetto è molto semplice. Il matematico Fibonacci ha affermato che esistono in matematica dei rapporti tra numeri sintetizzabili in una semplice equazione: A+B sta ad A come A sta a B. Questi numeri danno come costante il numero “phi” (1,618). Col passare del tempo si è notato che il risultato geometrico dato dal seguente rapporto è una forma molto ricorrente in natura. Sembra quasi che questo sia un rapporto davvero speciale.

Andiamo a vedere nel particolare come questa proporzione sia stata utilizzata nella costruzione del marchio Apple, prestando attenzione ai cerchi come elemento modulare.

La sequenza di Fibonacci è la seguente: (1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89…)

Visto? Le grandezze dei cerchi che compongono il marchio sono esattamente identiche ai primi 6 numeri della sequenza di Fibonacci.

Che sia proprio la costruzione il segreto del grande fascino che esprime in tutti suoi prodotti il brand più ricco del mondo?

Voi cosa ne pensate?

Per capire meglio la proporzione aurea vi rimando ai seguenti link:

http://www.liceoberchet.gov.it/ricerche/sezioneaurea/sez6.htm

http://www.graphicdesign.com/article/breaking-code-golden-ratio-design/

https://www.pinterest.com/pin/60728294951585369/

Articolo scritto da:

Gianluca Santoro

Grafico Hoop

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